Paolisi

  • Storia:

Paolisi, un tempo chiamato Paolise, è posto su una deviazione della stradale Appia, percorrendo tale strada da Napoli a Benevento, quando si giunge ad Arpaia, si incontra un viale di circa due chilometri che vi ci conduce. Il paese è ameno e sorge alle falde della catena montuosa del Partenio. È ricco di castagneti che chiudono la Valle Caudina. È privo di un grande orizzonte e non è visibile agli altri Comuni che lo circondano, poiché i monti che lo attorniano sono ricchi di alti e folti alberi. E’ situato quasi al centro della Valle Caudina, dista, infatti, circa 25 km sia da Caserta che da Benevento, sorge a quasi 270 mt. sul livello del mare ed è sovrastato dal monte Paraturo (927 mt.). Il territorio è molto fertile, ma la vera ricchezza sono i boschi di castagni. Proprio le castagne sono prodotti tipici del posto, oltre ad una vasta gamma di funghi, i più diffusi sono i porcini. I prodotti agricoli di cui può vantarsi sono i cereali e la frutta, e l’uva asprina, da cui si ricava un ottimo vino. Mentre il centro abitato presenta luoghi di svago quali bar e piazzette e giusto due negozi di alimentari ed un tabacchino, nella parte al di sotto della ferrovia si è sviluppata la zona industriale, mentre sull’Appia si susseguono attività di ogni genere e ristoranti.

Paolisi, nelle sue vicende storiche, seguì sempre le sorti feudali di Arpaia. Fu posseduto dagli Stendardo, dai Boffa, dai Della Leonessa, e poi dalle case Guevara, Comite, Palagano, Carafa di Maddaloni, Caracciolo di Airola e in ultimo dalla Regia Corte. Il termine Paolisi si incontra per la prima volta nel IX secolo in forma di Paulisi, probabilmente da pau o pagus, come Paupisi. La riflessione aggettivale paolisi ci induce a credere che i suoi abitanti provengano da un Pagus. Dalla lettura del chronicon della parrocchia di S. Andrea Apostolo di Paolisi si evince che nel passato molti credettero di localizzare in Paolisi l’antica Pauna degli Irpini. Ciò è da ritenersi un grossolano errore, poiché, come afferma Meomartini, Paolisi è poco distante da Caudio e quindi sita nella Valle Caudina. Pauna, invece, era dei Sanniti Irpini e quindi situata nell’Irpinia. La più antica notizia riguardante il nostro paese si trova nella cronaca di S. Vincenzo al Volturno e, propriamente, nel testamento di Radeprando dell’anno 800. Infatti, con il testamento, Radeprando, in data 31 Gennaio 800, donò alla Badia Benedettina inclitam curtem meam, quan habeo in finibus caudetanis in finibus Paulisi cum duos servos meos qui quidem ordinati esse videntur uno nomine Dominico cum uxore sua nomine Audelinna et Ursolo cum cespitibus ipsorum, ovvero “l’inclita corte che posseggo nei territori Caudini in tenimento di Paolisi unitamente a due servi che sembrano persone corrette, uno di nome Domenico con sua moglie Adelina e l’altro Orsolo con sua moglie Guadirperga unitamente ai figli ai nipoti e con tutto quanto posseggono”. Ignoriamo, però, come la Badia di S. Fortunato, sita in oppido Paulisiorum, data in commenda a Cardinali, costruita verosimilmente con i beni donati a S. Vincenzo al Volturno nell’anno 800, sia ora in territorio di Arpaia. Certamente passò a far parte del territorio di Arpaia quando Paolisi fu elevato, nel 1861, a rango di Comune autonomo. Infatti, prima di suddetta data, era una dipendenza e un casale di Arpaia. Per questo motivo non viene nominato nè nel catalogo dei baroni Normanni, nè nel cedolario del 1320. Sempre come casale di Arpaia appartenne al Principato Ultra e nelle numerazioni del Regno venne denominato Arpaia-Paolise. Fu terra dei Caudini prima, della colonia di Claudio poi. Successivamente appartenne al ducato e principato di Benevento. Fu affidato al circondario di Cervinara ai primi del XIX secolo, quando dipendeva ancora dalla provincia del Principato Ultra. Passò poi alla provincia di Caserta per poi essere aggregato alla provincia di Benevento. Paolisi certamente è di epoca molto antica, alcuni reperti rinvenuti presso il fiume Isclero fecero pensare ad un villaggio su palafitte. Ciò però è risultato non vero. Il Dott. Franciosi, grande archeologo, afferma che i tronchi rinvenuti non fanno parte di un villaggio su palafitte, ma sono parte di una palificazione che serviva per regolamentare il flusso delle acque. L’unico vero reperto di età antica rinvenuto sul territorio è conservato nei depositi del museo di Montesarchio, è questo un pezzo di fuso d’osso risalente, senza dubbio, ad epoca Romana, più precisamente all’età imperiale.

 

  • La nostra Pro Loco:

La Pro Loco di Paolisi è nata l’11 ottobre del 1973 nella sede municipale del paese e, il

14 ottobre, i compaesani Bove Francesco, Bove Raffaele, Lanni Pasquale, Nardini Giulio, Montella Saverio, Rotoli Giuseppe, Ruggiero Raffaela, Russo Tommaso, Vassallo Antonio e Zahora Nicola si riunirono davanti al notaio avv. Felice Cerni per redigere l’atto costitutivo con presidente il dott. Nardini, in carica fino al 1993. Si sono poi succeduti alla carica di Presidente prima Antonio Campobasso, poi Lorenzo Romano, Lorenzo Perrotta ed infine Angelo Bove, l’attuale Presidente dell’Associazione. Una delle priorità della Pro Loco è sempre stata la diffusione della cultura tradizionale per consentire, anche alle nuove generazioni, di vivere gli emozionanti eventi del passato quali il “falò di Sant’Antuono” e il “Ciuccio di Fuoco”.

Tuttavia l’associazione ha avuto modo di organizzare, negli anni, tante altre manifestazioni di notevole successo, tra le più importanti ricordiamo la ciclo-pedalata della Valle Caudina “Contro la violenza nello sport” con lo scopo  fondamentale  di lanciare un messaggio educativo, facendo quindi comprendere che lo sport è competizione, ma è anche un’occasione per la socializzazione e la crescita individuale improntata sui valori della lealtà, della correttezza e del rispetto verso il prossimo. Altro evento molto apprezzato in paese è stata la “Gara di disegno” che ha visto come partecipanti gli alunni delle scuole elementari e medie di Arpaia, Bucciano, Forchia e Paolisi, i quali hanno potuto dare sfogo alla propria creatività. La Pro Loco si è anche mossa in ambito religioso nel corso degli anni, nel  1996  organizzò  l’allestimento  di altari (con immagini sacre di grandi dimensioni) del Corpus Domini lungo tutto il percorso della processione, riscuotendo un ampio consenso popolare. E’ inoltre diventato ormai tradizione il pellegrinaggio a Monte vergine organizzato dalla Pro Loco che si tiene o nell’ultimo weekend di agosto o nel primo weekend di settembre (in base alla situazione meteo, poiché si cerca di evitare la pioggia ma anche il troppo caldo). Ciò però non ha fatto dimenticare al direttivo che bisognava organizzare feste e attività per allietare anche le serate estive paolisane a base di musica, sagre e folklore. Tra le iniziative degli ultimi anni, è da ricordare, sicuramente,  la  “sagra  del  fungo  porcino”, che si svolge, oramai, da diversi anni e che offre ai paolisani un sano momento di svago ed intrattenimento tra stand gastronomici e musica dal vivo.

 

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